Laboratoires Pierre Fabre: CE approva encorafenib nella terapia di prima linea del mCRC con mutazione BRAF

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La Commissione Europea ha approvato encorafenib in associazione a cetuximab e FOLFOX (fluorouracile, leucovorina e oxaliplatino) per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con tumore colorettale metastatico con mutazione BRAFV600E (mCRC). Encorafenib è un inibitore della proteinchinasi somministrato per via orale, progettato per colpire selettivamente la mutazione BRAFV600E.

Il via libera si basa sui risultati dello studio di fase III BREAKWATER, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di encorafenib in associazione a cetuximab e mFOLFOX6 in pazienti con tumore colorettale metastatico con mutazione BRAFV600E precedentemente non trattati, rispetto alla chemioterapia a base di oxaliplatino, con o senza bevacizumab.

I risultati dello studio

Nello studio di fase III BREAKWATER, il regime di encorafenib in associazione a cetuximab e mFOLFOX6 ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla chemioterapia a base di oxaliplatino con o senza bevacizumab (PFS mediana 12,8 vs. 7,1 mesi; rapporto di rischio [HR] 0,53; intervallo di confidenza [IC] 95%, 0,41-0,68; P<0,001) e ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo anche nel secondo endpoint primario, il tasso di risposte obiettive confermate (ORR) nella popolazione definita per l’analisi primaria delle risposte (60,9% vs 40,0%; odds ratio 2,44; P<0,001).

Nella popolazione complessiva, il regime con encorafenib ha ottenuto un tasso di risposta obiettiva del 65,7% (IC 95%, 59,4-71,4) rispetto al 37,4% (IC 95%, 31,6-43,7) fra i pazienti trattati con chemioterapia a base di oxaliplatino con o senza bevacizumab.

In un’analisi ad interim, il regime con encorafenib ha mostrato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della sopravvivenza complessiva (OS) rispetto alla chemioterapia a base di oxaliplatino con o senza bevacizumab (OS mediana 30,3 vs. 15,1 mesi; HR 0,49; IC 95%, 0,38-0,63; P<0,001), riducendo il rischio di morte del 51%.

Gli eventi avversi

Gli eventi avversi più frequenti (=30%) nel gruppo encorafenib in associazione a cetuximab e mFOLFOX6 sono stati nausea (53,9%), anemia (46,1%), diarrea (41,8%), diminuzione dell’appetito (37,5%), vomito (36,2%), diminuzione del numero di neutrofili (34,1%), artralgia (31,5%) ed eruzione cutanea (30,2%). Gli eventi avversi di grado 3 o 4 si sono verificati nell’81,5% dei pazienti e quelli di grado 5 nel 4,3%.

Nel gruppo con chemioterapia a base di oxaliplatino con o senza bevacizumab si sono verificate frequentemente diarrea (50,2%) e nausea (49,8%), mentre gli eventi avversi di grado 3 o 4 si sono manifestati nel 66,8% dei pazienti e quelli di grado 5 nel 4,4%. Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quelli già noti dei singoli farmaci.

“Siamo estremamente soddisfatti di poter ampliare la disponibilità di encorafenib in associazione a cetuximab e FOLFOX nel trattamento di prima linea di pazienti adulti con mCRC con mutazione BRAFV600E – commenta Eric Ducournau, CEO di Laboratoires Pierre Fabre – La decisione odierna della CE su questo regime segna l’approvazione dell’unica terapia mirata disponibile in Europa per questa popolazione di pazienti in prima linea e rappresenta una tappa importante che risponde a un bisogno terapeutico significativo e insoddisfatto per i pazienti e per i clinici, in un ambito in cui le opzioni di trattamento erano limitate.”

“Questa approvazione della CE sottolinea il nostro impegno a migliorare l’assistenza ai pazienti oncologici, in questo caso con tumore colorettale, una malattia in cui l’incidenza continua a crescere a livello globale”, aggiunge Nùria Perez-Cullel, Head of Medical, Patient, and Consumer Affairs, Laboratoires Pierre Fabre, “Siamo impegnati a portare questo trattamento di combinazione ai pazienti con mCRC con mutazione BRAFV600E, ambito in cui esistono solo limitate opzioni terapeutiche. Continuiamo i nostri sforzi nel far progredire lo sviluppo clinico per aiutare a portare nuove terapie oncologiche mirate ai pazienti che ne hanno più bisogno.”

Encorafenib in associazione a cetuximab è stato approvato dalla CE nel 2020 per il trattamento di pazienti adulti con tumore colorettale metastatico con mutazione BRAFV600E che avevano ricevuto una precedente terapia sistemica. L’approvazione è stata supportata dai risultati dello studio randomizzato, controllato, aperto e multicentrico di fase III BEACON CRC.

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